La governance della compliance nell’era dell’Omnibus non è un “liberi tutti”: la semplificazione CSRD riduce obblighi ma aumenta la domanda di affidabilità da clienti e mercato.
La governance della compliance nell’era dell’Omnibus non è un “liberi tutti”: la semplificazione CSRD riduce obblighi ma aumenta la domanda di affidabilità da clienti e mercato.
La trasformazione digitale non coincide con l’introduzione di nuove tecnologie. Riguarda piuttosto il modo in cui cambia il funzionamento dell’impresa quando il dato diventa una infrastruttura portante.
Il 2026 non si presenta come un anno di svolta, si presenta come un “anno di accumulo”. Innovazione tecnologica, pressione regolatoria europea, obblighi ESG, cybersecurity, ridefinizione delle catene del valore, rallentamento macroeconomico: nessuna di queste dinamiche è nuova. La novità è la loro simultaneità e la loro interdipendenza.
L’infiammazione silente è una minaccia invisibile che agisce senza sintomi evidenti, influenzando salute, metabolismo, cervello e performance professionale.
L’apprendimento organizzativo come leva di lungo periodo: dati 2025–26, ambidexterity e governance per un vantaggio che dura.
La fatica cognitiva dei vertici non appare nei KPI, ma incide profondamente sulla qualità delle decisioni. In contesti ad alta complessità, come evidenziato da Daniel Kahneman e dal McKinsey Global Institute, la saturazione decisionale riduce lucidità e visione strategica. La vera sfida non è la resilienza individuale, ma la sostenibilità del sistema decisionale.
L’incontro con Michael Spence ha offerto una lettura integrata dell’intelligenza artificiale all’interno di una trasformazione strutturale dell’economia globale, evidenziando come AI, crescita e benessere non possano essere analizzati separatamente.
Nelle organizzazioni contemporanee, l’expertise è una delle principali leve di legittimazione del ruolo manageriale. Tuttavia, proprio nei ruoli apicali, può emergere una tensione: il sapere che ha funzionato a lungo non sempre è quello che consente di orientarsi quando il contesto cambia radicalmente.
Per anni il benessere in azienda è stato trattato come un benefit accessorio. Oggi, in un contesto di pressione e incertezza, questo approccio mostra i suoi limiti. Sempre più organizzazioni lo ripensano come infrastruttura: non qualcosa da aggiungere, ma la base su cui il sistema organizzativo regge.